Governance

Filiere corte ed economia circolare: la leva competitiva del made in Italy

Per le imprese italiane la circolarità sta diventando una voce di conto economico più che un tema ambientale. Nel 2025 il 72% ha investito in sostenibilità, e la quota di chi ha destinato risorse specificamente all’economia circolare è salita dal 16% del 2023 al 27%. Che l’Italia sia in testa in Europa su questo terreno

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ESG Reporting 2.0: la sostenibilità entra nell’era della semplificazione europea

Il 3 luglio 2026 la Commissione europea ha adottato la versione rivista degli European Sustainability Reporting Standards, gli ESRS che traducono in pratica gli obblighi di rendicontazione della sostenibilità. Della semplificazione in arrivo – oltre il 60% dei dati obbligatori in meno, costi di reporting giù di circa un terzo – avevamo dato conto a

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La Cina codifica l’ambiente, l’Europa lo semplifica

• Daniele Cavaleiro – Direttore responsabile Sustainability Journal Il 15 agosto è entrato in vigore in Cina il «Codice dell’ecologia e dell’ambiente»: 1.242 articoli in cinque libri, il secondo codice della Repubblica Popolare dopo quello civile. Approvato il 12 marzo, riunisce in un corpo unico oltre trenta leggi, un centinaio di regolamenti e più di

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L’acqua vale più del petrolio? La resilienza idrica come sfida economica del prossimo decennio

L’acqua non si quota in borsa come il greggio, eppure sta diventando il fattore che decide la tenuta di interi settori produttivi. Cinque dei primi dieci rischi globali per le imprese sono legati all’acqua. È il dato con cui la Commissione europea apre la Strategia per la resilienza idrica, presentata il 4 giugno 2025: un

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Economia circolare: l’Italia guida in Europa, e ora Bruxelles costruisce il mercato

Sull’economia circolare l’Italia non insegue: guida. Nel 2023 il tasso di utilizzo di materiali circolari ha toccato il 20,8%, quasi il doppio della media europea e davanti a Germania, Francia e Spagna. È il dato che rovescia la narrazione abituale della transizione ecologica come costo: qui la circolarità è già un vantaggio competitivo acquisito, e

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Comunicare la sostenibilità è una disciplina, non un adempimento

La comunicazione della sostenibilità, in molte imprese, non ha un referente preciso. Se ne occupa l’ufficio legale quando va depositato un report, il marketing quando serve un messaggio per una campagna. Sono due funzioni che raramente si coordinano, su una materia che non tollera più l’improvvisazione. Finché una dichiarazione ambientale restava un elemento d’immagine, una

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Rischi ESG, dalla vigilanza bancaria europea un impatto indiretto sulle imprese

Dall’11 gennaio 2026 sono operativi gli Orientamenti dell’Autorità Bancaria Europea sulla gestione dei rischi ambientali, sociali e di governance. Si rivolgono a banche ed enti creditizi, non alle imprese. Eppure è proprio l’impresa non finanziaria – anche la PMI non quotata – a doversi attendere ricadute concrete: per conformarsi, l’ente dovrà raccogliere dalle proprie controparti

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Bilanci di sostenibilità più snelli: dati obbligatori giù di oltre il 60%

La Commissione europea ha aperto il 6 maggio 2026 la consultazione pubblica sulle bozze definitive dei Revised European Sustainability Reporting Standards e dello standard “volontario” destinato alle imprese fuori dal perimetro CSRD. Una sola finestra, fino al 3 giugno, per pesare un intervento che ridisegna i pilastri della rendicontazione di sostenibilità europea: meno datapoint, e

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Biometano, agrivoltaico e CACER: le nuove regole GSE ridisegnano i tempi del PNRR

Oltre 4 miliardi di contributi, tre filiere energetiche, una scadenza unica al 30 giugno 2026. Le Regole Operative pubblicate dal GSE il 30 marzo cambiano le carte in tavola: conta firmare i contratti, non finire i cantieri. Flessibilità necessaria o maquillage contabile? Chi segue la transizione energetica italiana ha imparato a convivere con un paradosso:

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