Siena ha vinto lo European Green Leaf 2027. La giuria della Commissione europea non ha motivato il premio con il patrimonio artistico né con la capacità di attrarre visitatori: ha citato 28 metri quadri di verde pubblico per abitante, il 61,4% di rifiuti differenziati, il conferimento in discarica ridotto all’1%. Per una delle città a vocazione turistica più riconoscibili d’Europa è un dettaglio che dice molto su come viene valutata la sostenibilità di un territorio. Il valore turistico non è il criterio. È la conseguenza.
Cosa misura l’Europa
Il riconoscimento rientra negli European Green Cities Awards: la Green Capital per i centri sopra i 100mila abitanti, il Green Leaf per quelli fra 20mila e 100mila. Per il 2027 la Green Capital è andata a Heilbronn, in Germania, con 600mila euro; il Green Leaf ad Assen e Siena, 200mila euro ciascuna. In gara venti città di undici paesi, valutate da una giuria di sette esperti.
I parametri sono quelli di un bilancio ambientale. Heilbronn ha ottenuto il punteggio più alto su qualità dell’aria, acqua, inquinamento acustico, adattamento climatico ed economia circolare, con la giuria che ha premiato l’integrazione fra il Landscape Plan 2030 e il piano sulla mobilità. Assen è stata valutata su circolarità e gestione dei rifiuti. Nessuna voce riguarda la promozione turistica. Le reti costruite negli anni contano oggi 47 città fra vincitrici e finaliste della Green Capital e 33 per il Green Leaf: di fatto un benchmark pubblico di gestione territoriale.
Il quadro italiano
In Italia il quadro è più mosso. Il Rapporto Territori 2025 dell’ASviS, presentato l’11 dicembre 2025, colloca il turismo sostenibile fra i tratti delle città che puntano alla neutralità climatica preservando il patrimonio culturale. Registra però anche la spinta contraria: la crescita del fenomeno turistico e delle locazioni brevi non regolate comprime l’offerta residenziale nei centri, espelle i residenti e produce quella che il rapporto chiama desertificazione sociale.
La pressione si scarica anche sulle risorse naturali. Nelle ultime stagioni siccitose diversi Comuni di Sardegna e Sicilia hanno introdotto turnazioni e razionamenti idrici nelle strutture ricettive, con ricadute dirette sull’attrattività delle destinazioni.
Le risorse per governare il fenomeno ci sono, ma faticano a diventare interventi. La tabella 3.2 del rapporto, elaborata da IFEL su dati Italia Domani aggiornati al 31 maggio 2025, assegna al Ministero del Turismo un budget PNRR di 2,4 miliardi di euro a fronte di 442,6 milioni di spesa dichiarata: avanzamento al 18,4%, contro una media del 38,2% fra tutte le amministrazioni titolari. Il dato è fermo a quella rilevazione e va letto come fotografia, non come consuntivo. Sul piano europeo la direzione è comunque tracciata: la Commissione sta lavorando a una strategia sul turismo sostenibile che assume l’eccesso di flussi come problema esplicito e punta a distribuirli meglio fra destinazioni.
Implicazioni ESG
Il perimetro è fissato da tempo. Il target 8.9 dell’Agenda 2030 chiede politiche di turismo sostenibile capaci di creare lavoro e valorizzare cultura e prodotti locali; il 12.b chiede strumenti per monitorarne gli impatti. Monitorare, non promuovere: la differenza è tutta lì, ed è la stessa che separa una candidatura Green Leaf da una campagna di destination branding.
Per le imprese che operano nei territori a vocazione turistica – ricettività, ristorazione, trasporti, filiere agroalimentari – la doppia materialità lavora nelle due direzioni. Verso l’esterno, prelievi idrici, produzione di rifiuti e consumo di suolo sono impatti misurabili e rendicontabili: gli ESRS E3 sulle risorse idriche ed E5 sull’uso delle risorse ne fanno voci di bilancio. Verso l’interno, la disponibilità d’acqua e la qualità ambientale del contesto sono rischi fisici che incidono su continuità operativa e costi, come mostrano i razionamenti nelle strutture ricettive delle isole maggiori.
I criteri con cui l’Europa premia Siena e Heilbronn sono in larga parte gli stessi su cui le imprese saranno chiamate a rendicontare. Un territorio che li presidia trasferisce un vantaggio a chi ci lavora. Dove invece la pressione turistica erode acqua, case e servizi, quei numeri finiscono nel bilancio di sostenibilità di chi opera sul posto.
Fonti
- Commissione europea – Direzione generale Ambiente, 2027 European Green Cities winners announced, 2 ottobre 2025;
- ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, I territori e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile 2025, 11 dicembre 2025;