Dall’8 al 18 giugno il World Conference Center di Bonn ospita le SB 64, le sessioni dei due organi sussidiari della Convenzione quadro ONU sui cambiamenti climatici. Sono attesi tra i 3.000 e i 4.000 delegati da tutto il mondo, per due settimane di negoziato tecnico. Non è una conferenza con un atto finale solenne: è la tappa che decide quanto materiale arriverà già maturo alla COP31 di Antalya, in Turchia, a novembre. Per chi lavora su sostenibilità e compliance d’impresa, è il punto in cui si capisce dove sta andando il quadro normativo internazionale.
Cosa sono le SB 64
Le sigle sono due: SBSTA, l’organo per la consulenza scientifica e tecnologica, e SBI, l’organo per l’attuazione. Si riuniscono due volte l’anno – a giugno a Bonn, dove ha sede il Segretariato UNFCCC, e a fine anno insieme alla COP. Lo SBSTA fa da ponte tra l’informazione scientifica e il fabbisogno politico degli organi decisionali; lo SBI valuta e verifica l’attuazione della Convenzione. A Bonn non si firmano accordi ma si limano i testi negoziali che i governi adotteranno poi ad Antalya.
Il meccanismo conta perché negli ultimi anni le sessioni intermedie si sono impantanate. Le SB sono rimaste a lungo bloccate da dispute prolungate sull’ordine del giorno, senza portare i testi a un livello di maturità sufficiente per un’adozione agevole, scaricando così sulle COP – già congestionate – un carico aggiuntivo. Bonn è il banco di prova procedurale: se il lavoro tecnico avanza qui, Antalya può concentrarsi ad affrontare i nodi politici.
I dossier sul tavolo
Il filo conduttore di quest’anno è uno: passare dalle promesse all’attuazione. Adattamento, finanza climatica, transizione dalle fonti fossili e implementazione sono le priorità attese in vista della COP31, con l’obiettivo di tradurre in azione concreta gli esiti di Belém e le decisioni del Global Stocktake.
Sul fronte energetico, il dossier più caldo riguarda l’uscita dai combustibili fossili. La presidenza brasiliana della COP30 ha avviato un processo per costruire una roadmap internazionale di transizione, pensata per allineare i percorsi nazionali, e Bonn sarà il primo momento in cui questo processo si intreccia in modo sostanziale con il negoziato formale UNFCCC.
Capitolo giustizia sociale. Il Just Transition Work Programme entra in una fase nuova: dopo la decisione della COP30 di istituire un Meccanismo per la transizione giusta, Bonn diventa il primo vero test sulla capacità dei governi di trasformare quel segnale politico in un assetto istituzionale funzionante. Sul tavolo anche la finanza per l’adattamento, gli indicatori del Global Goal on Adaptation e l’articolo 6.2 dell’Accordo di Parigi sugli scambi di crediti tra Stati. Le discussioni sul Mitigation Work Programme si annunciano difficili, viste le posizioni fortemente divergenti tra le parti.
C’è poi una posta strutturale meno visibile. Diversi programmi di lavoro e processi istituzionali sono in revisione nel 2026, e questo offre alle SB 64 l’occasione di disegnare l’architettura futura dell’UNFCCC – in una fase segnata anche dalla riduzione dei budget ONU.
Daring Cities
In parallelo al negoziato, dal 10 al 12 giugno, Bonn ospita i Daring Cities Bonn Dialogues, alla settima edizione. Promosso dalla rete ICLEI e dalla città di Bonn con il ministero tedesco per la cooperazione e lo sviluppo e la GIZ, è il forum globale delle città che affrontano la crisi climatica con misure ambiziose, e si tiene quasi in contemporanea con i negoziati di giugno per consentire lo scambio con i delegati.
Il tema non è di cornice: tra i punti salienti dell’edizione 2026 c’è il rapporto speciale “Cambiamento climatico e città” che l’IPCC ha in programma per il 2027, insieme al nodo della finanza innovativa e al rafforzamento della collaborazione tra i diversi livelli di governo. La dimensione urbana del clima – dove si concentrano consumi energetici, emissioni e vulnerabilità – diventa materia negoziale, non più solo buona pratica locale.
Implicazioni HSE ed ESG
Per l’impresa, Bonn è importante: ciò che qui prende forma a livello tecnico arriva, con uno o due anni di ritardo, dentro gli obblighi di rendicontazione. Il negoziato sull’uscita dalle fonti fossili e sul Global Stocktake alimenta direttamente la traiettoria che le aziende devono già dichiarare: i target di riduzione validati SBTi, la doppia materialità della CSRD, gli indicatori ambientali degli standard ESRS. Una roadmap internazionale di transizione, se consolidata, ridisegna lo scenario di riferimento su cui si costruiscono i piani di decarbonizzazione e le analisi di rischio climatico.
Sul versante sociale, il Meccanismo per la transizione giusta tocca il perimetro della “S“: riconversione delle competenze, tutela dei lavoratori nei settori esposti, gestione degli impatti occupazionali della transizione – temi che lo standard ESRS S1 sulla forza lavoro propria già chiede di presidiare.
A Bonn si lavora su documenti che – se il mondo dell’impresa legge in anticipo – arriverà preparato al momento in cui questi testi saranno converti in norme.
Fonti
- Bundesstadt Bonn – Konferenzen und Veranstaltungen (calendario conferenze internazionali, città di Bonn)
- UNFCCC – June Climate Meetings (SB 64), 8-18 giugno 2026
- IISD – Inside Bonn Climate Change Conference 2026 ed Earth Negotiations Bulletin
- Center for Climate and Energy Solutions (C2ES) – Halfway to COP31: Why the Bonn Climate Meeting Matters
- UNEP – UNEP at the June UN Climate Meetings
Riferimenti normativi e standard